Note 405 — CAPITOLO XCII. Fine degli Svevi e della seconda guerra delle Investiture.
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Ne fu testimonio il Malaspina, che particolareggia appienissimo questi fatti, tutto compassione per i soccombenti: egli pretende che i signori napoletani congiurassero con Enrico per farlo re di Sicilia dopo vinto Carlo col nome di Corradino, il quale co’ suoi fedeli sarebbe stato tolto di mezzo. Anche lo Spinelli scrisse in dialetto pugliese il suo diario fino alla giornata di Tagliacozzo, ove forse morì. Voglionsi aggiungere il Chronicon Cavense, pubblicato dal Pertz; la Cronaca inedita del Salimbene; e varj documenti nuovi, prodotti da Saint-Priest nella Histoire de Charles d’Anjou, da Raumer, Gesch. der Hohenstaufen, da Huillard Bréholles, Recherches sur les monuments de la maison de Souabe e Nouvelles Recherches sur la mort de Conradin, da Jager, Conradins Geschichte, da Di Cesare, La colonna di Corradino, ecc.
* Il sig. Minieri Riccio (Alcuni fatti riguardanti Carlo I d’Angiò dal 6 agosto 1252 al 30 dicembre 1270, tratti dall’Archivio angioino di Napoli, 1874) chiarì quei tempi, e come per Corradino parteggiassero nel regno i Ghibellini e i Saraceni, e massime Reggio, che fu sottomessa a forza.