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Storia degli Italiani, vol. 06 (di 15)

Note 394 — CAPITOLO XCII. Fine degli Svevi e della seconda guerra delle Investiture.

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In recognitionem veri dominii eorumdem regni et terræ. Il giuramento che diede diceva: Papæ, ejus successoribus, ac romanæ ecclesiæ ligium homagium facimus pro regno Siciliæ, ac tota terra quæ est citra Pharum, usque ad confinia terrarum, excepta civitate Beneventana cum toto territorio et omnibus districtibus et pertinentiis suis, nobis et heredibus nostris a prædicta Ecclesia romana concessis etc. Le ottomila once erano ad generale pondus, il che indicava che se ne riteneva il dieci per cento, cioè riducevansi a settemiladucento: valutandole lire 63.30, il censo sarebbe stato di lire 453,760, che oggi s’avvicinerebbero a due milioni. Nel 1276 Carlo trovandosi a Roma, e sollecitato a pagare questa somma, nè avendola, scrisse a’ suoi tesorieri impegnassero la sua corona grande e le gioje per ottenerla in prestito. Giannone, lib. XIX. cap. 2.

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