Note 210 — CAPITOLO LXXXV. Ordinamento e governo delle Repubbliche.
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Allora 72 grani d’oro equivalevano a 770 d’argento. Sarebbe stato opportunissimo tener per legale un solo metallo, e non alterare la proporzione fra i due col variare le parti aliquote dell’argento come si fece. La moneta d’argento chiamata lira non fu battuta che da Cosimo I nel 1531, della bontà di 90 3⁄4, e del taglio di 72 la libbra. Tre sorta di ducati avevano i Veneziani: quello d’oro di circa lire 17; d’argento, valuta effettiva da lire 4 a 4,50; di conto da lire 3,25 a lire 4. Nell’amministrazione contavasi per ducati effettivi; in commercio, per ducati di conto: l’effettivo valeva 8 lire venete, l’altro lire 6 e denari 4. Vedi Carli, diss. VII.
In un istromento del 1265 nell’Archivio diplomatico di Firenze, rogato in Passignano, un debitore di lire quattro cede a un suo fratello creditore un pezzo di terra al Poggio a vento, perchè si rimborsi coi frutti di questo, valutati ai prezzi seguenti:
Lo stajo del grano soldi 2
Lo stajo dell’orzo e delle fave » 2 denari 4
Il congio del vino » 8
L’orcio dell’olio » 10
La mannella del lino a saggio » — » 10