Note 176 — CAPITOLO LXXXV. Ordinamento e governo delle Repubbliche.
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Zanfredolo da Besozzo nel 1321 diede statuti per le terre d’Invorio, Garazuolo, Montegiasca presso il lago Maggiore, da lui dipendenti. Il borgo di San Colombano li fece compilare da dodici giurisperiti. Pompeo Neri conta cinquecento statuti diversi nella sola Toscana, vissuti sino agli ultimi tempi, e anche in piccole terre, come Montorsojo, Montopoli, Firenzuola, Parlascio, Palaja, la badia di Vallombrosa, ecc. Abbiamo gli statuti di Cremella in Brianza, della Val Taleggio nel 1368, della Valsassina nel 1388, di Bovegno in val Trompia nel 1341, e d’altre terre minime.
Lo statuto più antico che si conoscesse era quello di Treviso del 1207, ma Vittorio Mandelli, negli Studj sul Comune di Vercelli nel medioevo (1857), trova indizio di statuti a Vercelli sin dal 1187: e nel 1202 è mentovato il volume di essi, super quo jurabant potestas vel consules comunis et consules justiciæ. Questo Comune avrebbe fatto un bando per l’abolizione generale della servitù della gleba sin dal 1243, mentre quel di Bologna è solo del 1251.