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Storia degli Italiani, vol. 06 (di 15)

Note 139 — CAPITOLO LXXXIV. Federico Barbarossa.

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Gaufridi Vosiensis Chron. Il fatto del piede posto sul collo di Federico fu sostenuto in prima dal benedettino Fortunato Olmo nel 1629, Historia della venuta a Venetia occultamente nel 1177 di papa Alessandro III, e della vittoria ottenuta da Sebastiano Ziani doge; e ultimamente da Carlo Lodovico Ring, nel Saggio storico per illustrare un fatto finora messo in dubbio della vita di due contemporanei, aspiranti entrambi alla signoria del mondo (ted.); Stuttgard 1835. Nel Cicogna, Iscriz. venete, vol. IV. p. 574-93, è una dissertazione di Angelo Zon sulla venuta di Alessandro III a Venezia. A Venezia si trovavano già rifuggiti moltissimi vescovi di Lombardia, cacciati da altri scismatici; v’accorse poi grandissima folla di prelati e signori; ed è curioso documento una cronaca che riferisce uno per uno questi personaggi col loro seguito. Per dire solo d’alcuni Italiani, Girardo arcivescovo di Ravenna giunse con settanta uomini; Lodovico vescovo di Brescia con un abbate e trenta uomini; e così Salomone di Trento; Tebaldo di Piacenza con due preposti e venti uomini; Guala di Bergamo con dodici; Alberico di Lodi coll’abate di San Pietro, e il prevosto di San Geminiano e quattro consoli, con diciannove uomini; Offredo di Cremona con quaranta; Anselmo di Como col suo arcidiacono e quaranta uomini; Algiso arcivescovo di Milano con Milone vescovo di Torino, coll’arcidiacono e arciprete suo e l’abate di San Dionigi e uomini sessanta; e così gli altri vescovi. Seguono Corrado marchese di Monferrato con venti uomini, il marchese Moruello Malaspina con cenquindici, il podestà di Verona con sessanta uomini, e due avvocati de’ Veronesi con undici; il podestà di Bergamo con venti, di Vercelli con sedici; dieci consoli di Cremona con novantacinque uomini, quattro di Piacenza con trentacinque, quattro di Novara con sedici, quattro d’Alessandria con trentacinque; il podestà di Bologna con quindici uomini; quattro consoli di Milano con trenta; il conte di Biandrate con ventisette; Ezelino da Treviso con trenta; nove cattanei di Treviso con quarantacinque; i marchesi d’Este con centottanta; il conte Guido Guerra con cento; e lasciamo indietro altri; i Tedeschi aveano più numerosi accompagnamenti. Il cronista soggiunge: «De zascheduna zittade de Lombardia e de la Marca e de Toscana e de Romagna e de la Marca d’Ancona ve fò catanii e possenti homeni, lo nome e lo numero deli quali no savemo. Suma lo numero de le persone numerade e i so prinzipali nominadi per nome, in tutto homeni 6390». Olmo, op. cit.

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