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Storia degli Italiani, vol. 06 (di 15)

Note 27 — CAPITOLO LXXXI. Origine dei Comuni.

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Il più antico statuto che si conosca fatto da una corporazione in Lombardia sarebbe dell’835, con cui alla corte imperiale di Castelvetere, donata a Santa Maria di Cremona, i canonici di questa dettano statuti; che nessun uomo di quella venda o tenga albergo o taverna senza licenza loro, pena trenta soldi: non tener giuoco o bisca o meretrice; non rubare; non accoglier pubblico bandito o ladro; e si stabilisce la pena per chi ferisca in rissa, tiri pei capelli, faccia adulterio, guasti una fanciulla. I quali statuti furon letti in presenza di molti uomini di Castelvetere, e ricevuti e giurati da essi. — È pubblicato dall’Odorici nell’Archivio storico, nuova serie, tom. II., pag. 39, ma potrebbe esser falso come altri di quella provenienza.

Un de’ primi atti di Comune sarebbe quello che cita esso Odorici al 969, in cui re Ottone al Comune ed università di Maderno, nel Bresciano presso al Benáco, che aveangli mandato deputati per chieder la conferma della loro immunità, rimette tutti gli ossequj, usi, dazj che ai predecessori suoi soleano retribuire, assolvendo i Madernesi da ogni nodo di servitù, dando facoltà di pesca e caccia per tutto il lago e di farvi quel che credono, e considerandoli liberi con tutte le loro adjacenze, vigne, oliveti, campi colti e incolti, mobili ed immobili, telonei, ripatici, ostiatici; volendo che tutte queste cose vengano in diritto e proprietà d’esso Comune e università di Maderno in perpetuo. Peccato che l’Odorici non garantisca abbastanza i documenti che produce: affinchè, s’egli non è uomo da ingannare, assicurasse pure che non venne ingannato.

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