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Storia degli Italiani, vol. 05 (di 15)

Note 124 — CAPITOLO LXII. Gl'invasori. Legislazione longobarda. Costumi.

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Paolo Diacono, lib. VI. c. 35; Vasari, Proemio alle vite dei pittori. I Romani di quel tempo radevano od almeno accorciavano la barba, e tondevansi altrimenti che i Longobardi; poichè è scritto che, regnante Desiderio, i Longobardi di Rieti e Spoleto vennero ad arrendersi a papa Adriano I, il quale ricevendone il giuramento, fe loro tagliar le barbe e i capelli alla romana. L'aver capelli pare fosse distintivo de' Longobardi, giacchè la loro legge per certe colpe condanna a perderli. È vulgata l'etimologia di tosa che i Lombardi dicono per zitella, da intonsa, tratto dal costume di non accorciare i capelli alle fanciulle. Convien però avvertire che tal voce si trova anche nei paesi non dominati da' Longobardi; giacchè il provenzale Pier da Villare cantava:

Per Melchior e per Gaspar Fo adoratz l'altissim Tos.

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