Note 301 — CAPITOLO XLI. Coltura de' Romani. Età d'argento della loro letteratura.
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Altri suicidj sono menzionati con lode da Plinio. Il suo tutore Aristone, sentendosi preso da febbre, disse a Plinio: — Sentite il mio medico, io non sono insensibile alle preghiere di mia moglie, alle lacrime di mia figlia, all'inquietudine dei miei amici, ma non voglio patimenti inutili»; e Plinio gli promise d'avvertirlo quando fosse opportuno uccidersi, ma fortunatamente guarì. Rufo, fratello di Spurina, uomo d'alta ragione, preso dalla gotta, disse a Plinio che aveva stabilito di lasciarsi morire, nè preghiere di parenti o d'amici valsero a stornarlo.