Note 239 — CAPITOLO XL. Economia pubblica e privata sotto gli Antonini.
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Vedi Cicerone, Pro domo sua, 28. Floro, nella prefazione, dice che la storia di Roma non è quella d'un popolo, ma del genere umano. Cicerone loda Pompeo che le sue imprese non hanno altri limiti che quelli del sole. Livio (XXXVIII. 45, 54) fa dire agli ambasciadori in senato, che ormai Roma non ha a combattere mortali, ma a tutelare l'uman genere, e, come gli Dei, vigilare al suo riposo. Ovidio canta ne' Fasti, II. 684:
Romanæ spatium est urbis et orbis idem.
L'autore dei versi inseriti nel Satyricon di Petronio, cap. 119:
Orbem jam totum victor Romanus habebat Qua mare, qua tellus, qua sidus currit utrumque.
E Plinio, XXVII. 1: Una cunctarum gentium in toto orbe patria.