Note 253 — CAPITOLO XL. Economia pubblica e privata sotto gli Antonini.
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È probabilmente del 303. Fu trovato da William Sherard a Stratonicea di Caria nel 1709, poi pubblicato in miglior modo da Bankes, Londra 1826, ove la tariffa occupa ben quindici facciate in-8ª. Sono quattrocentrentatre articoli di merci o di manifatture tassati; ma restano molte lacune. Moreau de Jonnès ne dedusse questa tabella, ragguagliata alle monete e misure d'oggi:
Prezzi del lavoro.
Al bracciante per giornata 25 denari ll. 5. 62
Al muratore » 11. 25
Al manovale che rimesta la calcina » 11. 25
Al marmorino che fa i musaici » 13. 50
Al sarto, per fattura d'un abito » 11. 25
Per fattura di calcei, scarpe de' patrizj » 33. 75
di caligæ, scarpe di artigiani » 27. —
di soldati e senatori » 22. 50
di donna » 13. 50
di campagi, sandali militari » 16. 87
Al barbiere, per uomo » — 45
Al veterinario, per tosare gli animali e tagliar le unghie » 1. 35
Al maestro architetto, e per ogni ragazzo al mese » 22. 50
All'avvocato, per un'istanza ai tribunali » — 25
Per una causa » 225. —
Prezzo dei vini.
Il Piceno, Tiburtino, Sabino, Amineano, Sorrentino, Setino, Falerno, ogni litro ll. 13. 50
Vino vecchio di prima qualità » 10. 90
Vino rustico » 3. 60
Birra (camum) » 1. 80
Vino fatturato d'Asia (caranium mœonium) » 13. 50
Vino d'orzo d'Attica » 10. 90
Carne alla libbra di Francia.
Carne di manzo ll. 2. 40
Carne d'agnello, capretto, porco » 3. 60
Il lardo migliore » 4. 80
I migliori presciutti di Vestfalia, della Cerdagna, o del paese dei Marsi » 4. 80
Grasso di porco fresco » 3. 60
Fegato di porco ingrassato con fichi (ficatum) » 4. 80
Zampe di porco, ognuna » — 90
Salame di porco fresco (isicium) del peso di un'oncia » — 40
Salame di bue fresco (isicia) » 3. 37
Salame di porco fumicato e condito (lucanicæ) » 3. 60
Salame di bue fumicato » 3. 37
Selvaggina, prezzo medio per capo.
Un pavone maschio ingrassato ll. 56. 25
Un pavone femmina ingrassata » 45. —
Un pavone selvatico maschio » 28. 12
Un pavone femmina » 22. 50
Un'oca grassa » 45. —
Un'oca non ingrassata » 22. 50
Un pollo » 13. 50
Una pernice » 6. 75
Un lepre » 33. 75
Un coniglio » 9. —
Pesce.
Pesce di mare di prima qualità ll. 5. 40
Pesce di fiume id. » 2. 70
Pesce salato » 1. 35
Ostriche al cento » 22. 50
Civaje.
Lattuche delle migliori, ogni cinque ll. — 90
Cavoli de' migliori, l'uno » — 90
Cavolifiori de' migliori, ogni cinque » — 99
Barbabietole delle migliori, ogni cinque » — 90
Ramolacci i più grossi » — 90
Altri comestibili.
Miele ottimo, al litro ll. 18. —
Olio di prima qualità » 18. —
Liquamen, stimolante per l'appetito » 2. —
Iscrizione di tanta importanza per gli economisti come per gli antiquarj, venne molto discussa, e se ne trassero conchiusioni ben diverse da quelle di Moreau de Jonnès. Nell'originale i prezzi sono determinati colla sigla *, che significa denaro, ma deve significare il denario æreus di rame, moneta nuova battuta da Diocleziano, che valea la ventiquattresima parte del pezzo d'argento fino, vale a dire centotredici milligrammi, che oggi sarebbero due centesimi e mezzo. È da ricordare che Lattanzio (De morte persecutorum, c. 7) dichiara che quella tariffa era eccessivamente bassa, e perciò cessossi dal vendere, onde nacque carestia; e, dopo puniti molti di morte, fu duopo lasciarla cadere nell'oblio. Le valutazioni dunque date da Moreau de Jonnès ripugnano alla storia, non men che al fatto, il quale porta che i prezzi delle giornate son presso a poco sempre eguali, pareggiandosi a quel che è necessario per vivere.
È peccato che le cifre del valor del grano, dell'orzo, della segala siano perdute; ma abbiamo il
Miglio pisto al moggio L. 2 50
Intero » » 1 25
Panico » » 1 25
Spelta mondata » » 2 50
Fave non rotte » » 1 50
Lenti » » 2 50
Piselli » » 1 50
Ceci » » 2 50
Avena » » 0 75
Lupino crudo » » 1 50
Fagiuoli secchi » » 2 50
Così 13 litri di sale sono a L. 2.50; la libbra di carne suina 0.30; di manzo, di cara e montone 0.20; di lardo 0.40; di prosciutto 0.50; di agnello e capretto 0.30; di porcello 0.40; la sugna 0.05; il burro 0.40; mezzo litro d'olio 0.30; del sopraffino 1; le ulive 0.10; i vini d'Italia da 20 a 30 denari, cioè dai 50 ai 75 centesimi; la birra da 5 a 10 centesimi.
Quanto alle giornate, quella del contadino sarebbe di L. 0.65; di muratore, falegname, fornaciajo di calce, fabbro, panattiere 1.25; marmorajo, terrazziere di musaico 1.50; asinajo, camellajo, bardotto (bardonarius), pastore centesimi 50 col vitto; mulattiere, porta acqua, curator di condotti con vitto e per l'intera giornata centesimi 65. Al pedagogo, al maestro di leggere e scrivere 1.25; 1.90 al maestro di calcolo e stenografia; 5 al grammatico greco; 2.50 al maestro architetto; al garzone del bagno centesimi 5; per le scarpe da mulattiere e paesano senza chiodi ogni pajo 3, da soldati 2.50, da patrizj 3.75, da donna 1.50; il legno di quercia per una misura di quattordici sopra sessantotto cubiti 6.25; di frassino per quattordici cubiti sopra quarantotto dita, 5.
I calcoli e i ragionamenti di Dureau de la Malle tendono a stabilire che il ragguaglio fra i metalli preziosi e il prezzo medio del grano, delle giornate, del soldo militare, era, sotto l'impero romano, a un bel circa quello della Francia odierna.