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Storia degli Italiani, vol. 02 (di 15)

Note 179 — CAPITOLO XXVIII. Italia alla morte di Cesare.

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Ad me autem, etiam cum rogat aliquid, contumaciter, arroganter, ἀκοινωνήτως solet scribere. Cicerone, ad Attico, VI. 1. — Omnino (soli enim sumus) nullas unquam ad me literas misit Brutus, in quibus non inesset arrogans, ὰκοινώνητον aliquid. Ivi, 3.

Molto si è discusso intorno ai nomi di unciarium fœnus, semiunciarium fœnus, centesima usura, adoprati nel diritto romano. A noi pare, fra le tante, meglio probabile la spiegazione del Niebuhr, che l'unciarium fœnus indichi l'interesse di un'oncia, vale a dire di un dodicesimo del capitale all'anno; e il semiunciarium di un ventiquattresimo: la centesima sarebbe un centesimo del capitale, da pagare alle calende d'ogni mese; il che viene al dodici per cento l'anno. Le due prime denominazioni derivano dall'antica divisione romana dell'asse in dodici oncie; la terza più recente è calcolata sulla divisione decimale. Lasciando via il supposto del Niebuhr dell'anno romano di dieci mesi (Appendice II), l'unciarium darebbe l'otto e un terzo per cento, e il semiunciarium il quattro e un sesto.

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