Note 222 — CAPITOLO X.
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Gellia era piccino e smilzo, e mandato ambasciatore a Centuripe (Centorbi), vi fu accolto a risate. Senza scomporsi egli disse:—«Agrigento ha persone belle e appariscenti, ma le manda alle città illustri e civili; alle piccole e scortesi ne manda di pari a me». Anche l’abate Galiani, quando fu presentato alla Corte di Francia come addetto all’ambasciatore di Napoli, piccolo e gobbo come era eccitò l’ilarità dei cortigiani; ond’egli, inchinandosi al re, esclamò: Sire, vous voyez un échantillon d’ambassadeur. Si rise, e i Francesi danno ragione e benevolenza a chi li fa ridere.