Note 235 — CAPITOLO X.
Reading edition
Il numero calcolato nell’arenaria di Archimede oggi si scriverebbe colla cifra 64, seguita da sessantun zeri. Questo parmi basti a confutare chi pretese (come l’insigne Charles negli Eclaircissements sur le traité De numero arenæ) che i Greci conoscessero il sistema numerico indiano, ove le cifre acquistano un valore di posizione. Taluno credette trovarvi la prima idea dei logaritmi. Teone d’Alessandria nel Commento fa merito ad Archimede d’avere, nella Catoptrica, scoperto la rifrazione, per cui i raggi passando pel fluido, fanno all’occhio un angolo più grande. Ideler, nel commento sulla Meteorologia d’Aristotele, radunò i passi relativi alla Catoptrica d’Archimede. Che questi s’occupasse di analisi indeterminata può indicarlo il problema in versi, scoperto da Lessing, e stampato nel giornale Zur Geschichte und Litteratur, Brunswick 1773. Ma che già prima i Pitagorici istituissero ricerche sui triangoli rettangoli aritmetici, l’attesta Proclo sulla proposizione 47ª del libro i d’Euclide. La formola di cui valeansi per formare un’infinità di triangoli siffatti, può esprimersi algebricamente: