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Storia degli Italiani, vol. 01 (di 15)

Note 150 — CAPITOLO VI.

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Dissero che il nome arcano fosse Amor, anagramma di Roma, per esprimere l’unione santa che doveva regnare fra’ cittadini. Sichel pretende fosse Angerona, che, secondo Plinio, rappresentavasi con una benda alla bocca e suggellata (Revue archéol. 15 gennajo 1846). Solo ai pontefici era dato proferirlo ne’ sagrifizj, e guaj se l’avessero rivelato al popolo! Sacerdotale era il nome di Flora; donde le feste Floreali, e il nome della nuova città di Florenzia. Il civile e vulgare di Roma veniva fors’anche da Ruma, che in prisco latino vale mammella, e che appella al fico ruminale, sotto cui furono allattati Romolo e Remo. Guglielmo Schlegel, ricordandosi dell’οὖθαρ ἀρούρης di Omero, accetta quest’ultima etimologia, applicandola alle colline sorgenti dalla campagna romana.

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