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Storia degli Italiani, vol. 01 (di 15)

Note 102 — CAPITOLO V.

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Giano dovette essere il nome d’alcuno di quei primissimi savj, di cui rimase memoria fra popoli diversi. Pei Fenicj Jonn corrispondeva a Baal; in gallese vuol dire signore, dio, causa prima; Bacco fu detto janna, jon, jona, jain, jaungoicoa, dio, signore, padrone; gli Scandinavi chiamano jan il sole, che i Trojani pure adoravano col nome di jona (Jamesson’s, Hermes scyticus, pag. 60); javnaha chiamasi in persiano quell’astro, e jannan vuol dire capo (Pictet, Culto dei Cabiri in Irlanda, pag. 104). Raoul-Rochette in Joan, Jon, Janus vede il capo d’una colonia jonica, giunta in Italia 1431 anni avanti Cristo. In somma egli ci sembra il simbolo della gente pelasga, e tiene molte somiglianze col Brama indiano, quadrifronte anch’esso, qual faceasi a Falera, mentre a Ilo ma non conservò che due facce.

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