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Storia degli Italiani, vol. 01 (di 15)

Note 36 — CAPITOLO II.

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I grecanici traggono il nome dei Pelasgi πελαργὸς gru, quasi somigliandone le migrazioni a quelle di quest’animale. Ottofredo Müller lo deriva da ἀργὸς pianura, voce arcaica conservatasi ne’ dialetti di Tessaglia e di Macedonia, e da πελέω o πέλω abito (Gesch. hellenischer Stämme und Städte. Breslavia 1820). Potrebbe anche venire da πέλλας γῆ vecchia terra; espressione conforme a γρικὸς. La Croix fa pelasgi tutti gl’Italiani e gli Etruschi: altri vuole pelasgi gli Umbri. Per quarant’anni Petit-Radel seguitò a raccogliere notizie o monumentali o scritte o di tradizione intorno a questo popolo, in tutti i paesi ove ne sia traccia. Più di quattrocentocinquanta città antiche furono esplorate dal 1810 in poi da ottanta viaggiatori, e massime nella spedizione scientifica della Morea dopo il 1829; e a Parigi nella biblioteca Mazarina furono collocati sessanta monumenti a rilievo in gesso colorato, che rappresentano le varie costruzioni dei Pelasgi storici e del favolosi Ciclopi. Quasi al modo con cui si stimò l’età della terra dagli strati sovrapposti, si valutarono le epoche della fondazione delle città dai diversi metodi di costruzione delle mura.

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