← Table of contents
Storia degli Italiani, vol. 01 (di 15)

Note 11 — CAPITOLO I.

Reading edition

Dopo Adria, al fondo d’una cala s’incontravano a mezzodì un ramo dell’Adige e le Fosse Filistine, corrispondenti alla traccia che seguirebbero il Mincio e il Tartaro se il Po fluisse ancora al sud di Ferrara. Il delta veneto forse occupava la laguna di Comacchio, e lo traversavano sette bocche dell’Eridano, che sulla sinistra, ove esse diramavansi, aveva la città di Frigopoli nelle vicinanze di Ferrara. Septem Maria chiamavansi le acque stagnanti negli intervalli. Risalendo la costa settentrionale, dopo Adria vedeasi la foce principale dell’Adige, detta pur essa Fossa Philistina; poi Æstuarium Altini, mare interno, separato dal grande per una schiera di isolotti, in mezzo ai quali trovavasi un arcipelago chiamato Rialto, futura Venezia. Al secolo xii, tutte le acque del Po scorrevano a mezzogiorno di Ferrara nel Po di Voláno e nel Po di Primàro, dove oggi è la laguna di Comacchio. La riva era diretta sensibilmente da mezzodì a tramontana a dieci o undicimila metri dal meridiano di Adria, passando là dove ora sporge l’angolo occidentale del recinto della Mésola; e Lorco, al nord di questa, ne distava appena ducento metri. Verso la metà di quel secolo le acque grosse del Po, sostenute da dighe a sinistra, presso Ficarólo, diciannovemila metri a nord-ovest di Ferrara, dilagarono sulla parte settentrionale del territorio di Ferrara e sul Polésine di Rovigo, e buttaronsi nei due canali di Mazorno e di Toi. Forse l’uomo tracciò questa strada, in cui più sempre affluendo, spoverironsi le bocche di Volano e Primaro, e in meno d’un secolo furono ridotte quali oggidì. Nuovi canali s’aperse il fiume, e al cominciare del secolo xvii lo sbocco di tramontana, che n’è il principale, trovavasi vicinissimo alla foce dell’Adige, donde i Veneziani lo scostarono col taglio di Portoviro nel 1604. Dal secolo xii al xvii le alluvioni s’inoltrarono assai entro mare. Il ramo di tramontana nel 1600 sboccava a ventimila metri dal meridiano suddetto, quello di Toi a diciassettemila; talchè la riva era proceduta nove o diecimila metri al nord, e sei o settemila al sud; e fra le due trovavasi una cala, detta Sacca di Goro. Più gli sbocchi a mare si allungavano, più cresceano i depositi, sì pel scemato declivio delle acque, sì perchè inarginate, sì per le maggiori materie trascinate dai monti dissodati: la Sacca di Goro fu presto colmata; i due promontorj, formati dalle due prime bocche, si unirono in uno, la cui punta ora è da trentadue chilometri dal meridiano di Adria; sicchè in due secoli le bocche del Po usurparono quasi quattordicimila metri di lunghezza al mare. Dal 1200 al 1600 le alluvioni procedettero dunque venticinque metri l’anno, e settanta ne’ due ultimi secoli.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings