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Socrate

Note 208 — IX. DI NUOVO DEL BENE, DELLA FELICITÀ E DEL SAPERE

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Questa opinione è stata indirettamente favorita dallo Schleiermacher o. c. 290 e seg. e poi messa tanto in onore dal Brandis, che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi. Il Brandis dal suo primo lavoro (Rhein, Museum, 1837) fino all'ultima storia che ha scritto della Filosofia greca (Die Entwickelungen ecc., 1862) non si è potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di Senofonte. Uno dei più dichiarati avversari del Socrate senofonteo è il Ribbing, vedi: Genetische Darstellung der platonischen Ideenlehre, Leipzig, 1863, p. 40 e seg., dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del Socratismo. Noi qui osserviamo che la critica storica non si può fare coi postulati alla mano, e che non sappiamo vedere col Ribbing nel Socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralità. Cfr. dello stesso autore: Om Sokrates. Upsala, 1846, e spec. p. 43 e seg. il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare, per esserci arrivato troppo tardi.

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