Note 76 — III. DEL VALORE FILOSOFICO DI SOCRATE
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Schleiermacher: Ueber den Werth des Sokrates als Philosophen. Questa dissertazione letta all'Accademia di Berlino il 1818 è stata poi riprodotta nelle opere complete dell'autore, sez. III, vol. II, p. 293 e seg. La determinazione del valore filosofico di Socrate ha raggiunto un certo grado di consistenza scientifica solo per opera di Hegel, op. cit., vol. II, pp. 39-44 e 51-81, e di Hermann: Geschichte ecc., libro II, pp. 231-263. La più gran parte delle monografie posteriori rivelano l'influenza di Schleiermacher, di Hegel o di Brandis, che solo in certi punti modificò le opinioni del primo; mentre le vedute dell'Hermann, che risultavano da una profonda conoscenza di tutta la coltura greca, sono rimaste o trascurate o fraintese. Il lavoro più originale su la dottrina di Socrate è, a nostro parere, quello dello Strümpell, ii quale, mentre nella: Geschichte der theoretischen Philosophie der Griechen, p. 103, era rimasto indeciso su quello che dovesse pensare del nostro filosofo, ha poi nella Geschichte der prakt. Philosophie ecc., pp. scritti, esposta in tutta la pienezza dei suoi motivi, e in tutta la larghezza del suo svolgimento la dottrina socratica. Noteremo qui che, oltre ai libri già citati, abbiamo avuti presenti Hurndall: De Philosophia morali Socratis, Heidelbergiae, 1852; Böringer: Der philosophische Slandpunkt des Sokrates, Carlsruhe, 1860; Ditges: Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864; Kittel: Die Lehre des Sokrates, Eger, 1860; Rossel: De Socratis philosophia, Göttingae, 1837; il lavoro di Brandis: Ueber die Lehre des Sokrates, nel Rhein. Museum, I, p. 122 e seg.; le due storie generali della filosofia greca del Brandis stesso, e quelle di Schwegler, e di Ueberweg, ed altre piccole monografie che citeremo ove cada in acconcio. Nel giro di questa esposizione ci asterremo, quanto più ci riuscirà possibile, da ogni polemica.