Note 84 — SCRITTI DI GIUSEPPE MAZZINI
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Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di spionaggio degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che avevan diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere anonime intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 maggio, appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione affermava «che io aveva ricusato veder mia madre per diversità d'opinioni politiche». La povera mia madre viaggiava appunto allora verso Milano per abbracciarmi e benedire alle mie credenze. Non so d'un repubblicano che sia sceso sì basso da calunniare la vita privata de' suoi avversarî politici.