Note 83 — DELL'UNITÀ ITALIANA
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Accenno appena come spazio e tempo or concedono: ma questa dell'Educazione Nazionale è questione vitale, frantesa finora dai più, e merita un lavoro speciale ch'io tenterò in seguito. La teorica invalsa nelle nostre file della libertà d'insegnamento e non altro, fu grido di guerra giusto e utile contro un monopolio d'educazione fidato ad Autorità rappresentanti il principio feudale e cattolico avverso da lungo al Progresso e incapace di dirigere le manifestazioni della vita nell'individuo e nell'Umanità. E anch'oggi dovunque importa rovesciare quella falsa autorità e riconquistare alla società il diritto di fondarne un'altra che sia espressione dell'Epoca nuova, noi ci appiglieremo a quel grido. Ma ordinata la Nazione a libera vita sotto l'ispirazione d'una fede che abbia a propria insegna la parola Progresso, il problema è mutato. La Nazione è un insieme di principî, di credenze e d'aspirazioni verso un fine comune accettato come base di fratellanza dalla immensa maggioranza dei cittadini. Concedere a ogni cittadino il diritto di comunicare agli altri il proprio programma e contendere alla Nazione il dovere di trasmettere il suo è contradizione inintelligibile in chi vuole l'Unità Nazionale, ridicola in chi sancisce unità di monete, pesi e misure per tutti. L'unità morale è ben altramente importante che non l'unità materiale; e senza Educazione Nazionale quell'Unità morale è impossibile: l'anarchia inevitabile. L'Educazione Nazionale è inoltre l'unica base di giustizia che possa darsi al Diritto Penale. Gli uomini che avversano il principio dell'Educazione Nazionale in nome dell'indipendenza dell'individuo non s'avvedono ch'essi sottraggono il fanciullo all'insegnamento de' suoi fratelli per darne l'anima e l'indipendenza all'arbitrio tirannico d'un solo individuo, il padre. La libertà e l'associazione sono, come dissi, ambo sacre, e ambo devono rappresentarsi: il Dovere sociale dalla trasmessione del Programma Nazionale: la libertà di progresso da quella di tutti gli altri programmi, la cui libera espressione deve essere protetta e confortata dallo Stato. All'individuo appartiene la scelta.