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Scritti di Giuseppe Mazzini, Politica ed Economia, Vol. I

Note 99 — AI GIOVANI. RICORDI

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«Pio nono, angelo deputato dal cielo... novello e dell'antico più sapiente e glorioso fondatore di Roma; restauratore immortale della civiltà cristiana, cui i popoli diffidenti volgono maravigliando lo sguardo vedendo che per lui il pontificato riassume, con non più saputa potenza, la tutela degli oppressi, e l'idea cattolica si svolge fautrice di ben ordinato civile consorzio, di equità, di giudizio, di nazionalità, di emancipazione e di riconoscimento dell'umana dignità ecc.»—Dragonetti.

«Egli s'è fatto profeta del popol suo non solo, ma dell'intera civiltà cristiana: egli ci dice quali saranno le sue sorti future: non son io degno d'unire l'umile mia voce alla potente parola del gran pontefice... che si sparge per l'intero mondo nunzia di giustizia... questa parola che ha in sè maggior potenza che non si ebber tutte insieme le antiche legioni, ha compito in brevi giorni la grand'impresa che costò tanti secoli all'armi romane, la conquista del mondo.»—Azeglio.

E basti per saggio. L'Azeglio è lo stesso che un anno innanzi scriveva: «Se anche salisse al pontificato un uomo dotato d'alta sapienza nell'arte dello Stato e d'ugual virtù per usarla ad utile pubblico e senza pensiero di sè stesso, se questo pontefice volesse risolutamente riformare gli abusi, che sono il profitto di tanti. . . . . costoro non glielo consentirebbero. . . . ed il minor danno a cotal pontefice sarebbe il non poter far frutto nessuno.»

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