Note 16 — A CARLO ALBERTO DI SAVOJA (continued 2)
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Ecco il testo della sentenza, com'era riportato dal Monitore. Chi legge giudichi.
«La sera del 15 corrente, alle 10 pomeridiane, il Capo della Società, adunati i membri che la compongono, ordinò al Segretario di pubblicare una lettera, nella quale era riportata una sentenza emanata dal tribunale di Marsiglia contro i prevenuti rei Emiliani, Scuriati, Lazzareschi, Andreani; esaminati gli atti processuali speditici dal presidente in Rodez, ne è risultato ch'essi sono rei: 1.º come propagatori di scritti infami contro la sacra nostra Società; 2.º come partitanti dell'infame governo papale di cui hanno corrispondenza che tutto tende a rovesciare i nostri disegni contro la santa causa della libertà. Il fisco, dopo le più esatte riflessioni e da quanto è risultato in processo, facendo uso dell'art. 22, condanna a pieni voti Emiliani e Scuriati alla pena di morte; in quanto a Lazzareschi e Andreani, perchè non consta abbastanza di quanto vengono addebitati, la loro condanna è la percussione di alcuni colpi di verga, e si lascia l'incarico ai loro tribunali appena tornati in patria di condannarli in galera ad vitam (come famosi ladri e trafatori). Si ordina inoltre al presidente di Rodez estrarre quattro individui esecutori della detta sentenza da eseguirsi imprescrittibilmente entro il periodo di giorni 20 e chiunque dell'estratto si recusasse dovrà essere trucidato ipso facto.
«Dato in Marsiglia, dal supremo Tribunale, questa sera, alle ore 12 pomeridiane, 15 dicembre 1832.
«Mazzini, Presidente. «Cecilia, l'Incaricato.»