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Saggio di ricerche sulla satira contro il villano

Note 69 — CAPITOLO II. POESIE SATIRICHE CONTRO IL VILLANO.

Reading edition

Attilio Portioli, Le Opere Maccheroniche di Merlin Cocai, Mantova, 1892, Volume I, Maccheronica VII, pag. 186:

. . . . . . . . quid sueta ligone Vomere et attrito rigidas sub vertere glebas Rustica progenies aspirans grandibus ambit? En pastus siliquas, paleis caput obrutus, et qui Non nisi festivo tellurem tempore sputis Inficit, abiectus, sordens, alienus ab omni Morigero cultu, tantum suefactus aratro, Aut stimolare boves, aut stercus fundere campis...

Maccheronica XI, pag. 257:

Est sacrificium sanctum ammazzare vilanos. Sanguine vult (Baldus) spadam nec spegazzare vilano.

E a pag. 261, parlando delle devastazioni portate dalla grandine:

Poltronos facit haec se desperare vilanos. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Audis gaioffos tali pro sorte vilanos Blasphemare Deum, coeloque ostendere ficas.

E nell'Orlandino, cap. V, ottava LVI:

Perch'esser al villan crudo e severo Altro non è se non bontà e clemenzia; Anzi dirò che un fusto grosso intero È quello che gli spira gran prudenzia: Dalli pur bastonate sode e strette Che non si ha di guarirlo altra ricetta.

dove è ripetuto il notissimo proverbio degli Alfabeti e di tutte le altre poesie satiriche contro i villani.

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