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Saggio di ricerche sulla satira contro il villano

Note 41 — CAPITOLO II. POESIE SATIRICHE CONTRO IL VILLANO.

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Questa poesia satirica contro i villani deve aver goduto una grande popolarità, perchè l'origine ridicolissima e molto umile attribuita ad essi, è spesso ripetuta dai loro detrattori; certamente il Folengo, che tanto copiosamente attinse alla tradizione popolare, ricordava la «ragione» del cantastorie pavese, perchè nell'Orlandino [capo V, strofe 57-58] accorda ai villani la stessa origine:

Passava Giove per un gran villaggio Con Panno, con Priapo e Imeneo, Trovan che un asinello in del rivaggio Molte pallotte del suo sterco feo. Disse Priapo: questo è gran dannaggio: Tu, Domine, fac homines ex eo. Surge, villane, disse Giove allora E il villan di quei stronzi salta fora. Ed in quel punto istesso quanti pani Fur di letame o d'asino o di bove, Insurrexerunt totidem villani Per tutto il mondo a far delle sue prove; Cioè pronte in rubar aver le mani E maledire il ciel, quando non piove, Esser fallaci, traditor maligni Di foco e forca per soi mirti digni.

Una origine simile è attribuita nella tradizione popolare ai Friulani; vedi Bernoni, Tradizioni popolari veneziane, Venezia, 1875, puntata 1ª, pag. 8: «Come xe nata la nazion dei Furlani». «Un giorno San Pietro, andando a spasso col Signore, lo prega, dacchè ha creato tante nazioni, di fare anche quella dei Friulani; il Signore gli osserva che i Friulani saranno cattivi e bestemmiatori, e per dimostrarlo, discende da cavallo e col piede tocca dello sterco di cane, da cui salta fuori un Friulano: Pofardio (el dise sto furlan) so' qua ancia io'». «Astu visto, el Signor alora ghe dise a San Piero, se xe vero che i biastema? Ben, za che i ghe xe, che i ghe staga anca lori. E cussì xe nata la nazion de' Furlani».

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