Note 805 — CAPITOLO XX. Roma e la Chiesa.
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Da altra banda era pur naturale che genti e città, qua e là per l'Europa, pretendessero di fare quanto più antica fosse possibile la loro conversione. I Bretoni si vantavano d'aver ricevuto la fede da Giuseppe di Arimatea e da San Paolo. La città di Cesaraugusta in Ispagna pretendeva di avere avuto la prima chiesa cristiana. (Chronicon rerum hispanicarum a nativitate Christi usque ad annum millesimum vigesimum, ap. Schott, Hispania illustrata, v. I, p. 635). Galvagno Fiamma asserisce (Manipulus florum, c. XXIX) che la prima messa in Italia fu celebrata in Milano, l'anno 53, nel luogo dove poi sorse il convento di Sant'Eustorgio. Genova pretendeva il medesimo. La Chiesa di Aquileja si vantava fondata l'anno 48 da S. Marco. Secondo una tradizione napoletana, venendo da Antiochia per andare a Roma, San Pietro celebrò in Napoli la prima messa, nel luogo dove sorse poi la chiesa di San Pietro ad aram. Non poche chiese fondarono pretensioni di primato sopra tali leggende.