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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 641 — CAPITOLO XVIII. Severino Boezio.

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Convito, tratt. II, c. 13. G. A. L. Baur fa osservare che quel conosciuto è forse da intendere in un significato più alto che non sia il letterale. Lo stesso Dante già prima forse aveva letto il libro, ma non lo conobbe nella pienezza dello spirito se non dopo la grave sciagura sofferta. Boetius und Dante, Lipsia, 1873, p. 11, n. 22. Le reminiscenze di Boezio sono frequenti nelle varie opere dell'Alighieri. Anche il Boccaccio s'inspirò abbastanza spesso degli scritti del filosofo romano.

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