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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 680 — CAPITOLO XVIII. Severino Boezio.

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Il Muratori, fondandosi sulla testimonianza dell'Anonimo Valesiano, che dice Boezio ucciso in agro Calventiano, e su quella di Mario Aventicense, che lo dice ucciso in territorio Mediolanense, opinò che il luogo del supplizio di Boezio fosse il villaggio di Calvenzano presso Milano (Annali d'Italia, anno 524) e fu in questa opinione seguito da molti; ma il Bosisio rese molto probabile trattarsi invece di un agro calvenzano sotto Pavia. Il Quadrio immaginò che in quel passo dell'Anonimo dovesse leggersi, non Calventiano, ma Clavennano, e conchiuse che Boezio fu relegato e poscia ucciso in Chiavenna, dove egli dice che a' suoi tempi durava ancora la memoria del fatto. (Dissertazioni sulla Valtellina t. III, diss. I, § 24; Storia di ogni poesia, v. I, p. 200). Il Suttner seguì questa opinione, non sorretta da nessuna prova, nel citato suo scritto, p. 1, 13. Giova dire del resto che Pavia lascia ancor essa qualche dubbio, giacchè, com'ebbe ad osservare il Papebroch negli Acta Sanctorum (t. VI di Maggio, p. 52) Boezio, che non nomina il luogo della sua relegazione, dice nondimeno che esso trovavasi a cinquecentomila passi da Roma, distanza che di troppo eccede quella ond'e da Roma separata Pavia.

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