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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 489 — CAPITOLO XVII. Cicerone, Catone, Orazio, Ovidio, Seneca, Lucano, Stazio.

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Angilberto, Carmen de Carolo Magno, ap. Pertz, Script., t. II, p. 394. Sarebbe agevole di moltiplicare gli esempii di ciò. Eccone due di poeti italiani. Brunetto Latini dice a Rustico di Filippo nel Prologo del Tesoretto:

Ch'avanzate a ragione E Seneca a Catone.

Pieraccio Tedaldi deplora in un sonetto la morte del dolce maestro Dante Allighieri,

Che fu più copïoso in iscïenza Che Catone, Donato, o ver Gualtieri;

il quale Gualtieri altri non è certamente che Gualtiero di Chatillon, l'autore dell'Alexandreis, tenuto da molti nel medio evo poeta pari ai migliori dell'antichità.

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