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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 440 — CAPITOLO XVI. Virgilio.

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Cleomadès. Giovanni d'Outremeuse accresce, secondo il suo solito, la derrata, e dice che Virgilio pose sulle dodici porte di Roma dodici statue di rame, le quali rappresentavano i dodici mesi, e facevano varii atti convenienti al loro carattere simbolico, e si trasmettevano un pomo di acciajo, che ciascuna teneva quindici giorni nella mano destra e quindici giorni nella mano sinistra. Con un altro pomo, che quattro delle statue si lanciavano, si annunziava il mutare delle stagioni. Op. cit., v. I, p. 232-3. Delle statue che indicavano il mutare dei mesi parla anche Giovanni Mansel nelle sue Fleur des histoires.

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