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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 323 — CAPITOLO XV. Gli autori latini nel medio evo.

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Sull'argomento delle possibili relazioni della leggenda di San Gregorio con la storia di Edipo v. Comparetti, Edipo e la mitologia comparata, Pisa, 1868; Lippold, Ueber die Quelle des Gregorius Hartmanns von Aue, Altenburg, 1869, p. 50-4; Constans, La légende d'Oedipe étudiée dans l'antiquité, au moyen-âge et dans les temps modernes, en particulier dans le roman de Thèbe, texte français du XII siècle, Parigi, 1881. L'Ozanam pubblicò (Documents inédits, p. 25-8) un Planctus Edipi di su un codice del XII secolo dell'abazia di San Gallo. Nel Dolopathos di Giovanni d'Alta Selva, e nelle versioni che se ne fecero, si trova narrata una storia che, salvo differenze di poco rilievo, è quella stessa di Ulisse e di Polifemo narrata nell'Odissea. Non perciò se ne deve inferire che il racconto omerico ne sia la fonte remota. Quella storia appartiene al grande patrimonio dei miti indoeuropei, e si ritrova nei racconti di moltissimi popoli. Gli è essai probabile che lo stesso autore dell'Odissea non abbia fatto se non appropriare ad Ulisse una fiaba corrente dei tempi suoi, e non sarebbe questo il solo esempio di fiabe popolari inserite in quel poema (V. Gerland, Altgriechische Märchen der Odyssee, Magdeburgo, 1869). Vero è che Giovanni di Alta Selva dà al gigante del suo racconto il nome di Polifemo, ma è questa in lui, senza dubbio, una reminiscenza classica, che non si accorda punto col resto, giacchè Ulisse e i suoi compagni non si nominano, e il luogo loro è tenuto da un capitan di ladri con cento ladroni. V. per quanto concerne questo antichissimo mito W. Grimm, Die Sage von Polyphem, Abhandl. d. k. Akad. d. Wissensch. z. Berlin, 1857. Lo stesso, credo, potrebbe dirsi del mito di Circe e degli uomini trasformati in bruti, che così spesso riappare, mutati i nomi e le persone, nei racconti romanzeschi del medio evo. Ma non a torto forse collega il Goerres la storia di Helias e di Lohengrin con quanto, riportando un antico mito germanico, e alterando il nome dell'eroe, narra Tacito (De mor. Germ., c. 3) di Ulisse, che, peregrinando sarebbe giunto sin sulle coste della Germania, e rimontato il corso del Reno, avrebbe fondato Asciburgio. Vedi Lohengrin, ein altteutsches Gedicht, pubblicato da I. Goerres, Eidelberga, 1813, p. LXXVII-LXXVIII.

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