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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 720 — CAPITOLO XIX. Gli dei di Roma.

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Cf. Dante, Inferno, c. XIII, v. 143-50. Giovanni Villani, Ist. fior., l. I, c. 42, 56. Alla protezione che Firenze si credeva avere dal simulacro di Marte pare che alluda Fazio degli Uberti nella canzone che comincia: Quel che distinse 'l mondo in tre parti, là dove dice:

Poichè fortuna nel viso ti ride A te dico, Firenze, chiara luce, Segui chi ti conduce; Il forte Marte, col voler di Giove, Onora le tue rede, in cui conduce Vivezza, e in te produce Bellezza, in te d'ogni corone nove.

Testo di E. Sarteschi, Poesie minori del secolo XIV, Sc. d. cur. lett., disp. LXXVII, 1867, p. 11-14.

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