Note 286 — CAPITOLO XIV. Giuliano l'Apostata.
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Non so se da altri sia stato osservato mai che Dante, il quale pone parecchi imperatori romani in cielo, non ne pone nessuno all'inferno, dove pur trova luogo più di un pontefice. Solo Giulio Cesare è posto, non nell'inferno, ma nel limbo, con l'altra onorata compagnia. E sì che un Nerone, un Domiziano, e, secondo le opinioni del tempo, un Giuliano Apostata, all'inferno ci sarebbero stati come a casa loro. Questa non fu certo dimenticanza, ma volontaria omissione, della quale io non saprei quale altra ragione si potrebbe assegnare, se non il religioso rispetto di Dante per l'impero e per tutto quanto avesse attinenza con esso. E bisognerebbe inferirne che Dante rispettava più l'impero che non la curia in cuor suo.