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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 266 — CAPITOLO XIV. Giuliano l'Apostata.

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Quella particolarità si ritrova, oltrechè nel già citato mistero francese, anche in una leggenda italiana Di Santo Basilio vescovo e della crudele morte di Giuliano Apostata, che sta fra certi miracoli della Vergine nel cod. Riccardiano 1284. Quivi si legge, f. 43 v., col. 2ª a 44 r., col. 2ª: «El settimo dì uno c'avea nome Libanio, ch'era stato prochuratore del maladetto Giuliano, tornando del canpo et del paese de Persia, entroe in Ciesaria, cioè nella città. Il quale prima infedele essendo et pagano, corse al vescovo et con grande divotione si fecie battezzare. E raccontoe al vescovo la morte di Giuliano, la quale egli avea veduta co' suoi occhi, et disse in questo modo: — «Essendo noi tutti accanpati e 'l canpo era fortissimo, et bene cerchiato intorno di cavalieri armati, intanto che neuno non potrebbe essere entrato nel detto canpo, nondimeno eccoti venire nel canpo uno valoroso cavaliere armato di tutte armi in presentia di tutto lo essercito, et mise tanta paura nel canpo che nullo fu ardito a contastarlo. E arditamente corse a Giuliano, et ficcogli una lancia nel corpo, et ucciselo, poi di subito sparve. El misero Giuliano, così percosso per divino giudicio, cadde in terra supino, ecc.» —

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