Note 257 — CAPITOLO XIV. Giuliano l'Apostata.
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V. Sozomene, Hist. eccl., l. VI, c. 1. Ammiano Marcellino dice (Rer. gest., l. XXV, c. 6) che nell'esercito si credette l'imperatore essere stato ucciso da un cavaliere romano. La Chiesa si vendicò di quell'accusa facendo Libanio stesso cristiano e santo per giunta. Si narra che avendo Libanio, durante la spedizione di Persia, domandato un giorno per ischerzo ad un cristiano che cosa facesse il falegname padre di Cristo, questi rispose: Prepara la bara per il tuo imperatore (v. Teodoreto, Hist. eccl., l. III, c. 25). Poi si narrò ancora che Libanio conobbe in visione il miracolo di San Mercurio e la morte di Giuliano, il che fu causa della sua conversione. Di questa conversione si fecero appositi racconti, ed uno se ne ha in una raccolta di vite di Santi che manoscritta si conserva sotto il n. 498 nella Biblioteca di Corte a Vienna, ed è intitolata: De mistica satis revelatione et morte apostatae Juliani. Nel già citato mistero francese Libanio si fa eremita, e tutto acceso del desiderio di vedere la Vergine Maria, acconsente a lasciarsi strappare dall'arcangelo Gabriele entrambi gli occhi, purchè il suo voto sia appagato. La Vergine, compiaciuta dell'amor suo, gli rende la vista, e fra il canto degli angeli ne lo conduce seco in paradiso. V. anche una vita latina di San Basilio pubblicata nel Florilegium Casinense, in appendice alla Bibliotheca Casinensis, t. III, p. 209-10.