Note 176 — CAPITOLO XIII. Costantino Magno.
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Esse sono: San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme, Santa Agnese fuori Porta Nomentana, San Lorenzo fuori le Mura, San Pietro e Marcellino. La sola che a Costantino possa essere attribuita con qualche fondamento è quella di San Giovanni in Laterano, che lungamente, in parte per ragione di tali origini, si arrogò il primato sopra tutte le chiese dell'orbe cattolico. In essa si leggevano un tempo i seguenti versi (v. Onofrio Panvinio, Le sette chiese di Roma, Roma, 1570, p. 138).
Agnoscant cuncti sacro baptismate functi Quod domus haec munda, nulli sit in orbi secunda Nam cum Papalis locus hic sit, et cathedralis Primatum mundi meruit sine lite rotundi, Contendat nemo secum de iure supremo, Omnis ei cedit locus, et reverenter obedit: Hunc Constantinus in coelum mente supinus Lepra mundatus intus forisque novatus Fundavit primus, factum quod in ordine scimus, Et series rerum cogit nos scribere verum, Christi successor primus, fideique professor Petrus ab hac sede laxavit retia praedae Clave potestatis recludens regna beatis.
In un frammento storico pubblicato dal Muratori nel t. III delle Antiquitates italicae, c. VII, col. 279, si narra come nel rifare il tetto di San Pietro fu trovata una trave de' tempi di Costantino. «Quanno lo tetto vecchio se posava, fonce trovato uno esmesuratissimo trave de mirabile grossezza. Io lo vidi. Dieci piedi era gruosso: tutto era affasciato de funi per la moita antiquitate. Per la granne grossezza era tanto durato questo trave. Era de Abeto, come li aitri. E fonce trovato scritto de lettere cavata così, quasi dica: Quesso ene de quelli travi, li quali puse in quesso tetto lo bono Constantino. Era antico, quanto che l'Alleluia». La chiesa di Sant'Agnese si diceva costruita da Costantino a richiesta di Costanza sua figliuola, che al sepolcro di quella santa era stata guarita da grave infermità. Costanza vi fondò un monastero che Costantino dotò con arredi sacri e grandi possessioni (Tolomeo Lucense, Historia ecclesiastica, l. V, c. 3, ap. Muratori, Scriptores, t. XI, col. 824). Che la basilica di San Paolo fu edificata da Costantino afferma già Prudenzio nel Peristephanon, carm. XII. Quanto a quella di San Pietro si diceva che per adornarla Costantino avesse spogliato dei marmi il preteso sepolcro di Remo vicino a Sante Maria in Cosmedin. Anastasio Bibliotecario dice nella Vita di San Silvestro che Costantino costruì la basilica di San Pietro ad istanza di questo pontefice, e lo stesso dice della basilica di San Paolo. In generale le testimonianze più antiche a questo riguardo pajono essere le sue. V. oltre alla citata, anche l'altr'opera di Onofrio Panvinio, De basilica Vaticana, ap. Mai, Spicilegium romanum, t. IX; Ciampini, De sacris aedificiis a Constantino Magno constructis, Roma, 1693; Fea, Lezione sopra quattro basiliche romane dette costantiniane, Atti dell'Accademia Romana, v. III, 1829, p. 75-99. Per le costruzioni di Costantino a Gerusalemme v. Unger, Die Bauten Constantin's des Grossen am heiligen Grabe zu Jerusalem, nell'Orient und Occident, v. II, p. 177-232, 385-456. In certi miracoli della Vergine, che manoscritti si conservano nel Museo Britannico, si narra di un miracolo avvenuto nella costruzione di una meravigliosa chiesa che in onore della Vergine appunto Costantino faceva edificare. Paul Meyer, Rapport sur une mission littérarie en Angleterre, Archives des missions scientifiques et littéraires, 2ª serie, v. III, p. 308.