Note 170 — CAPITOLO XIII. Costantino Magno.
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Cod. Marciano cl. IX, XI, f. 114 r. Era una grocta sopto terra nella quale era uno gran serpente, lu quale tucta Roma tenea in pagura. Quando illo uscia de quilla fossa cupa el suo feto l'ayro corrompea et quanti ne trovava tucti ad morte li mectea. Allora dixero li savii nevini che se alcuno fosse che intrar volesse in quilla grande grocta ove lu serpente stava quilla pestilentia tutta cessaria. Uno cavaleri fo c'avea nome Metello, lu quale in conspectu de tucta la gente armato sopra un bon destrieri intrao in quilla grocta ove de lui mai non se seppe novella. Allora cessao et mai non apparse più quillo serpente dello quale yo dixi.