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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 166 — CAPITOLO XIII. Costantino Magno.

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Dei troppi santi uccisori, o domatori di draghi, ricorderò San Giorgio, San Vittore, San Secondo d'Asti, Sant'Amando, Santa Vittoria, San Materno, Sant'Ilarione, Sant'Ammone, Santa Marta, San Marcello. Ai tempi di Arcadio e di Onorio il vescovo Donato uccise un drago sputandogli in bocca. Parecchi storici narrano che ai tempi di Leone IV apparve in Roma, dentro certe caverne, un terribile basilisco, che col fiato appestava la città: il pontefice ne lo cacciò. Roma fu più volte afflitta da simili mostri. Della famiglia Anguillara si racconta che prese il nome da due nobili romani, i quali uccisero uno smisurato serpente che era cresciuto in un luogo vicino a Roma, detto Malagrotta, e spopolava con l'alito quel contorno.

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