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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 130 — CAPITOLO XIII. Costantino Magno.

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Nella leggenda di Santa Caterina, che in prosa e in verso si ha in tutte le letterature del medio evo, Massenzio è rappresentato quale signore di Alessandria, dove convoca tanto i ricchi quanto i poveri perchè sacrifichino agl'idoli. V. la Legenda aurea, c. CLXXII (167), ed. del Grässe. Reco qui il principio di un testo francese in versi della leggenda, contenuto nel cod. M, VI, 7 della Nazionale di Torino. In esso Massenzio è un usurpatore che si rifugia in Alessandria dopo essere stato vinto da Costantino. È noto invece che Massenzio annegò nel Tevere insieme con molti de' suoi.

Nous trouuons en notre escript Q'ung empereur fu iadis Qui Constantin fu appellez. Cilz ot ung filz vaillant assez: Le filz ot le nom de son pere Et apres lui fu emperere. Il tint l'empire en grant repos, Moult fut preudons et de bon los, En moult grant pris tint sainte eglise Et moult ama le dieu service. Il vint en la terre de France, Mais par sa longue demourance Lui deust estre mesaduenu, L'empire en deust auoir perdu, Car ses barons qui adonc estoient (sic) Leur laulte vers lui fausserent, Contre leur droiturier seigneur Maxence ont fait empereur. Quant Constantin oit ces nouuelles, Qui ne lui furent pas bien belles, Arrier vint plus tost que il peust, Atant de gens comme auoir peust, A Maxence se combaty La mercy dieu et le vaincquy. L'emperere Maxentius, Quant en bataille fu vaincus, Tout desconfit s'en va fuyant Iusques en Alixandre la grant Pour estre sire du pays. Par Alixandre fist crier, Et par sa terre commander, Qu'au tier iour chacun soit pres Pour aourer ses Mahommes, Et qui ne venra la aourer Il leur fera les chiefz copper. Ecc.

Così ancora nella leggenda francese in versi composta da Suor Dimence (v. Hist. lit. d. l. Fr., t. XXVIII, p. 253-61) e in una leggenda anglosassone. (V. Einenkel, Ueber den verfasser der neuangelsächsischen legende von Katharina, nell'Anglia, v. V, p. 110). Parlando di Massenzio Roma dice a Fazio degli Uberti nel l. II, cap. 13 del Dittamondo:

Qui passo a dirti la mortal ruina Che di qua fece di ciascun cristiano, Ed oltre mar ancor di Caterina.

Nel Florilegium Casinense, in appendice alla Bibliotheca Casinensis, t. III, 1877, p. 74-6, 184-7, sono pubblicati due racconti latini del martirio di Santa Caterina. Nel primo figura da persecutore Massenzio, nel secondo Massimiano.

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