Note 100 — CAPITOLO XIII. Costantino Magno.
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Jean de Waurin dice (Recueil des chroniques et anchiennes istories de la Grant Bretaigne, l. II, c. 43) che Costanzo sposò Elena in legittime nozze; nell'Eulogium si dice invece (v. I, p. 337) che la tenne come concubina, il che è ripetuto da Jacob von Königshofen. In una Historia Brutonum in anglosassone, scritta da Laghamon, contemporaneo di Gualtiero Mapes (cod. Cottoniano Caligula, A, IX, f. 64 v.), il re Coel dà la figliuola in isposa, e cede in pari tempo il regno a Costanzo. Goffredo di Monmouth racconta invece nella sua Historia Britonum, l. V, c. 6-11 (seguito da Wace, Roman de Brut, v. 5713-77), che avendo il duca Coel di Colcester ucciso Asclepiodoto, ed essendo salito sul trono di Bretagna, da Roma fu mandato Costanzo, al quale Coel diede prova di sommessione, e chiese di poter essere investito del regno in qualità di vassallo. Prima che si fermassero i patti, morto Coel, Costanzo tolse la corona, e sposò Elena, figlia di quello. Pietro di Langtoft nella sua cronaca (v. I, p. 76) narra presso a poco lo stesso. A tutta questa tradizione manca qualsiasi fondamento storico. V. Wright, The Celt, the Roman and the Saxon, Londra, 1875, p. 143.