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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 67 — CAPITOLO XII. Trajano.

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V. per esempio Gonzalo de Berceo, Milagros de Nuestra Señora, VII; Gautier de Coinsy, Miracles de la Vierge, l. II. Storie simili si trovano in Ildefonso Toletano, Liber miraculorum sanctae Mariae Virginis, cod. 946 della Bibliothèque de l'Arsenal in Parigi, f. 3 v. a 4 r., e in Valperto di Ahusla, Liber miraculorum Virginis Mariae, cod. lat. 4350 della Biblioteca Regia di Monaco, f. 14 r. Vincenzo Bellovacense racconta nel l. XXII, cap. 97 dello Speculum historiale il seguente miracolo. San Maclonio, o Macute, insieme con san Brandano ed altri uomini santi, si mise una volta in mare per ricercare certa isola denominata Ima, la quale somigliava al Paradiso terrestre. Dopo sette anni di navigazione giunsero ad un'altra isola, dove trovarono uno smisurato sepolcro che conteneva il corpo di un gigante. Per le preghiere di san Maclovio il gigante risuscita, dice come fosse stato idolatra, come fosse dannato, e impetra il battesimo che gli è dal santo impartito. Dopo non molto tempo il gigante rimuore e i santi uomini ne raccomandano l'anima a Dio. Nella Vita anonima di san Cadoco si narra similmente come per le preghiere del santo un gigante, la cui anima era già dannata in inferno, risuscitò, e, dopo aver condotto vita esemplare, fu salvo. (Acta Sanct., t. II di Gennaio, p. 605). Racconta il Passavanti, Specchio della vera penitenza, dist. V, c. 3, la storia di una donna, la quale morì senza confessarsi di certo suo peccato. Tornata l'anima al corpo per intercessione di san Francesco, e compiuta la confessione, fu salva.

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