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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 46 — CAPITOLO XII. Trajano.

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Basterà recarne un esempio. Giovanni Diacono dice: Tunc Trajanus ratione pariter, pietateque commotus equo descendit, nec ante discessit, ecc.; e Giovanni di Alta Selva: Motus rex tam ratione vidue, quam etiam misericordia, dilato iterum bello ad urbem regreditur. Del resto il racconto, così del Dolopathos latino come del Dolopathos francese, si mostra in più parti diverso dai racconti posteriori, dove appare la stessa versione della leggenda. Un falco del figliuolo del re uccide la gallina della vedova; il figliuolo di costei uccide il falco, il figlio del re uccide lui. Il re lascia in facoltà della vedova o di far morire, o di adottare il reo. Costei si apprende al secondo partito, ed è menata a vivere in corte. Herbers allunga il racconto di Giovanni di Alta Selva, ma senza aggiungere nulla di nuovo. Nè quegli, nè questi fa cenno di un miracolo qualsiasi operato in favore del giusto re. Può darsi che lo stesso Giovanni d'Alta Selva, nutrendo forse come teologo quegli stessi dubbii in proposito che altri nutriva sino dai tempi di Giovanni Diacono, abbia a questo modo mutilato la leggenda, e per togliere di mezzo l'impaccio di una connessione stretta già fermamente, abbia a dirittura taciuto il nome di Trajano.

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