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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 2 — CAPITOLO XII. Trajano.

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Plinio il Giovane, mandato a reggere la provincia di Bitinia, scrisse una lettera a Trajano per chiedere quali modi egli dovesse tenere nel procedere contro ai cristiani. Nel Passio di sant'Ignazio Trajano fa un'assai trista figura (V. la Legenda aurea del Voragine, c. 36: lo stesso nel racconto di un codice coptico che si conserva nel Museo egizio di Torino). Sant'Agostino non lascia di ricordare, fra le dieci persecuzioni che sino al tempo suo avevano afflitto la Chiesa, anche quella di Trajano, che era stata la terza. (De Civ. Dei, t. XVIII, c. 52). Niceforo racconta nella Historia ecclesiastica, l. III, c. 23, la storia seguente. Espugnata Antiochia, Trajano fece mettere a morte, insieme con altri cristiani, cinque vergini, e ordinò che delle ceneri di queste, miste con bronzo, si facessero vasi da servire nelle pubbliche terme da lui costruite. Avvenne che chiunque andava per lavarvisi era soprappreso da repentino malore. Conosciuta la causa di ciò, Trajano ordinò si provvedessero alle terme altri vasi, e di quelli, rifusi, fece fare cinque statue che rappresentavano le cinque vergini, e furono erette davanti alle terme.

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