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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. II

Note 1049 — APPENDICE La leggenda di Gog e Magog.

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De Antichristo, l. V, c. 15. Ma questa opinione fu anche da molti respinta. In una mappa anglosassone dei tempi di Alfredo il Grande, pubblicata dal Santarem, i Tartari sono molto discosti dalla regione di Gog e Magog. In una delle copie della mappa di Marin Sanuto, a settentrione della Cina è la regione di Gog e Magog, e a settentrione di questa ve n'ha un'altra in cui è scritto: hic fuerunt inclusi tartari (V. Santarem, Atlas, tav. XVII; Lelewel, Atlas, tav. XXVII). Nella mappa del Palazzo Pitti (1447) di cui il Wuttke pubblicò primo la metà orientale (op. cit., p. XXXII) una gran giogaja di monti si stende parallelamente all'equatore dal Mar della Cina sino oltre la Porta Ferrea sul Caspio. Su questa giogaja sono figurate alcune torri che la leggenda annessa dice costruite dal Prete Gianni per impedire l'accesso ai rinchiusi. A mezzodì, verso oriente, sono Gog e Provincia Macina. La Porta Ferrea è accompagnata dalla leggenda: Porta ferrea ubi Alexander tartaros inclusit. Dalla Porta Ferrea, in direzione di nord-est, corre Ymaus mons, montes inacessibiles, e va a raggiungere l'Oceano settentrionale, presso al quale una leggenda distrutta in parte, dice: Hic adeo..... habitantur ex ebreorum generatione tribus decem..... Di rincontro, poco discosto dall'Oceano, sono altre due giogaje di Montes inacessibiles e, in mezzo, Magog, e a occidente di questo Scythia ultra Ymaum montem. A occidente del monte Ymaus un'altra leggenda dice: hac gente, hoc est ex tribu Dan nasciturus est antichristus, qui magica arte montes istos aperientes (sic) ad.. colas sibi irendas (?) accedet. Qui dunque abbiamo per lo meno tre diversi popoli rinchiusi.

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