Note 1036 — APPENDICE La leggenda di Gog e Magog.
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V. Gotofredo da Viterbo, Pantheon, partic. XI. Guglielmo Rubruquis dice nella relazione della sua ambasceria al Gran Cane (1253), dopo aver ricordato la porta ferrea e le mura costrutte da Alessandro Magno per trattenere i pastori del deserto: «Alia sunt claustra in quibus sunt Judaei, de quibus nihil certum potui addiscere». In una mappa di un codice ginevrino di Sallustio (XV secolo) Gog e Magog e i Judaei inclusi occupano tre diverse ma contigue regioni (v. Lelewel, Atlas, tav. XXXV). Nella mappa metallica del museo Borgia (XV secolo) Gog e Magog stanno in due diverse province, separate da una giogaja di monti. Nell'una è scritto: Provincia gog, in qua fuerunt iudei inclusi tempore artaxersis regis persarum. Nell'altra: Magog in istis duabus sunt gentes magni et gigantes pleni omnium malorum morum. Quos iudeos artaxersex collexit de omnibus partibus persarum (v. Santarem, Atlas, tav. XXXVIII). Di Alessandro non è fatto cenno. I Judaei clausi si trovano ancora in mappe e globi del secolo XVI.