Note 1018 — APPENDICE La leggenda di Gog e Magog.
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Domenico Scolari invece dice nel l. III della sua Alessandreide (cod. Magliabechiano II, 11, 30) che Alessandro Magno usò di arte magica per rinchiudere Gog e Magog. Nella rubrica corrispondente a questa parte del racconto si legge:
E come trovò le genti Gog e ancora gli Magog, nei monti dei Caspi gli serrò e per arte magica gli ordenò.
Questa variante della favola deve derivare da un errore di lettura, o da un error di copista introdottosi nel libro da cui lo stesso Scolari, almeno in parte, attingeva. Era questo il poema latino di Qualichino d'Arezzo, o piuttosto da Spoleto (v. Grion, I nobili fatti di Alessandro Magno, Collez. di op. in. o rare, Bologna, 1872, p. LXXXIX) ove la rubrica dice: Alexander inclusit arte magna quasdam gentes immundas, ecc. La fonte principale, ma non unica, di Qualichino, è la Historia de proeliis.