Note 1007 — APPENDICE La leggenda di Gog e Magog.
Reading edition
Il solo racconto ch'io trovi legarsi in qualche modo al racconto di Etico è nel Kyng Alisaunder. I re rinchiusi da Alessandro Magno sono discendenti di Nembrot; le genti loro sono nere, con denti simili a quelli dei cinghiali, si cibano di carne umana e di ogni maniera d'insetti, e vivono promiscuamente, non trattenendosi i figli dall'usar con la madre, il fratello con la sorella. Alessandro muove contro di loro con un esercito innumerevole, raccolto da tutte le province che ha conquistate, ma giunto a venti miglia da Taracont, loro metropoli, non gli riesce d'andare più oltre. Dolente di non poter distruggere quella scelerata genìa, retrocede fino ad un paese posto fra l'Egitto e l'India, dal quale, dopo circa sei mesi, torna con molte navi cariche di un'argilla che ha la proprietà di diventar dura al pari del ferro, e con cui mura quelle genti per modo che non potranno uscire dalla lor regione sino al tempo dell'Anticristo (v. 5990 e segg.). Nella mappa di Hereford, che dovrò ricordare novamente, più oltre, nell'oceano scitico è rappresentata una grand'isola cui accompagna la scritta: Demeorata insula qua inhabitant Turchi de stirpe Gog et Magog gens barbari et immunda.