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Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 542 — CAPITOLO VIII. Giulio Cesare.

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Ciò che Eginardo racconta dei segni che annunziarono la morte di Carlo Magno somiglia troppo alle favole che, circa la morte di alcuni imperatori, si trovano negli storici latini. Ricorda in più particolar modo uno dei segni precursori della morte di Augusto quanto egli narra di una parola di certo epigramma cancellata nella cattedrale di Aquisgrana. «Erat in eadem basilica in margine coronae, quae inter superiores et inferiores arcus interiorem aedis partem ambiebat, epigramma Sinopide scriptum, continens, qui auctor esset eiusdem templi; cuius in extremo versu legebatur: Karolus princeps. Notatum est a quibusdam, eodem quo decessit anno paucis ante mortem mensibus eas quae princeps exprimebant, litteras ita esse deletas, ut penitus non apparerent» (Vita Caroli, c. 32, ap. Jaffè, Monumenta Carolina, p. 537). È noto del resto che, nello scrivere la vita di Carlo Magno, Eginardo si tenne innanzi come modello le Vite di Svetonio.

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