Note 531 — CAPITOLO VIII. Giulio Cesare.
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Cap. 38. «Distrutta la città di Fiesole, Cesare con sua hoste discese al piano presso alla riva del fiume d'Arno, là dove Fiorino fu morto da i Fiesolani, et in quello luogo fece cominciare a edificare una città, acciò che mai Fiesole non si rifacesse; et rimanendo i cavalieri Latini, i quali seco havea arricchiti delle ricchezze de' Fiesolani, i quali Latini, Tuderini erano appellati. Cesare dunque compreso lo edificio della Città, et messevi dentro due ville dette Camarti, et villa Arnina, voleva quella per suo nome appellare Cesaria. Il Senato di Roma sentendolo, non sofferse, che Cesare per lo suo nome la nominasse; ma feciono decreto, et ordinarono, che quegli maggiori Signori ch'era stati alla guerra di Fiesole, et allo assedio, dovessero andare a fare edificare con Cesare insieme, et popolare la detta Città, et qualunque di loro soprastesse al lavorio, cioè facesse più tosto il suo edificio, appellasse la Città di suo nome, o come a lui piacesse. Allhora Macrino, Albino, Gneo Pompeo, Marzio, apparecchiati fornimenti et di maestri, vennero da Roma alla Città che Cesare edificava, et insieme con Cesare si divisero lo edificio in questo modo: che Albino prese a smaltare tutta la Città, che fu uno nobile lavoro, et bellezza et nettezza della Città. Et ancora hoggi del detto smalto si trova cavando, massimamente nel sesto di Santo Pietro Scheragio, et in Porta San Piero del Duomo, ove mostra che fosse l'antica Città. Macrino fece fare il condotto delle acque in ancora, facendole venire da lungi alla Città per VII. miglia, acciochè la città avesse habondanza di buona acqua da bere, et per lavare la Città; et questo condotto si mosse fino dal fiume detto la Marina a pie' di Monte Morello, raccogliendo in sè tutte quelle fontane sopra Sexto, Quinto et Colomata. Et in Firenze faciano capo le dette fontane a uno grande Palagio, che si chiamava termine caput aquae, ma poi in nostro vulgare si chiamò Capaccio, che ancora hoggi in termine si vede l'anticaglia. Et nota, che gli antichi, per sanità usavano di bere acqua di fontane menate per condotti, perchè erano più sottili et più sane, che quelle de' pozzi, però che pochi, anzi pochissimi beveano vino, anzi acqua beveano di fontane per sanità, menate per condotti. Et pochissime vigne erano ancora. Gneo Pompeo fece fare le mura della Città di mattoni cotti, et sopra le mura della Città edificò torri ritonde molto spesse, per ispatio dall'una torre all'altra di XX. cubiti, sì che le torri erano di grande bellezza et fortezza; et del compreso et giro della Città quanto fossi non troviamo Cronica che ne facci mentione; se non che quando Totile Flagellum Dei la distrusse, fanno le historie mentione che era grandissima. Martio l'altro Signore Romano fece fare il Campidoglio al modo di Roma, cioè Palagio, ovvero mastra fortezza della Città, et quello fu di maravigliosa bellezza. Nel quale l'acqua del fiume per gora con cavata fogna venia, et sotto volte, et in Arno sotto terra si ritornava, et la Città per ciascuna festa dallo sgorgamento di quello era lavata. Questo Campidoglio fu dove è hoggi la piazza di Mercato vecchio, di sotto alla Chiesa, che si chiama Santa Maria in Campidoglio. Et questo pare più certo. Alcuni dicono che fu dove hoggi si chiama il Guardingo, di costa alla piazza del palagio del popolo et de' Priori, la quale era un'altra fortezza. Guardingo fu poi nominata l'anticaglia de' muri et volte, che rimasero disfatte dopo la destruttione di Totile, et poi vi stavano le meretrici. I detti Signori per avanzare l'uno lo edificio dell'altro con molta solicitudine si studiavano, ma in uno medesimo tempo per ciascuno fu compito. Sì che nessuno di loro hebbe acquistata la grazia di nominare la Città per lo suo nome et volontà. Onde fu al cominciamento per molti chiamata la picciola Roma, altri l'appellavano Floria, perchè Fiorino fu quivi morto, che fu el primo edificatore di quello luogo, et fu in opera d'arme et di cavalleria Fiore, et in quello luogo et campi d'intorno, ove fu la Città edificata, sempre nascono fiori et gigli. Poi la maggiore parte delli habitanti furono consentienti di chiamarla Floria, siccome fossi in Fiori edificata, cioè con molte delitie; et di certo così fu, però ch'ella fu populata della miglior gente di Roma, et di più sofficienti mandati per li Senatori di ciascuno Rione di Roma per errata, come toccò per sorte che l'habitassero. Et accolsero con loro quelli Fiesolani, che vi vollono habitare. Ma poi per lo lungo uso del vulgare fu nominata Fiorenza, cioè s'interpreta spada; et troviamo ch'ella fu edificata anni DCLXXXII. dopo la edificatione di Roma, et anni LXX. anzi la Natività del nostro Signore Jesu Christo. Et nota, perchè i Fiorentini sono sempre in guerra et in divisione tra loro, che non è da maravigliare, essendo stratti et nati di due popoli così hora contrarj et nimici, et diversi di costumi, come furono i nobili Romani vertudiosi, et Fiesolani, crudi et aspri di guerra».