← Table of contents
Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I

Note 527 — CAPITOLO VIII. Giulio Cesare.

Reading edition

Isidoro di Siviglia, Etymol., l. V, c. 33; Beda, De div. temp., De rat. comp., c. 7, De rat. tem., c. X, ecc. Filippo di Thaun dice nel Livre des Creatures (ed. cit., p. 32):

Mais Julius chi puis fud iloc dux Al sedme mois posat son nom, Juil l'apelat Pur ço qu'il fud net en nul que ai numet.

Quanto alla significazione dei nomi latini dei mesi, nel medio evo, in generale, si accettano le spiegazioni date già dagli antichi. (V. tuttavia quanto a proposito del mese di Gennajo si è notato nel cap. VI, p. 219). Lo stesso dicasi dei nomi di calendae, nonae, idus, ecc. Filippo di Thaun (p. 33) dice che nelle calende si facevano venire a Roma gli abitanti di tutto il regno,

Trestuz icels del regnet à Rome la citet.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings